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Archive for the ‘Festival della Filosofia’ Category

Pubblico qui il testo preparato per il Festival della Filosofia di Ischia dedicato al concetto di “Tempo” http://www.lafilosofiailcastellolatorre.it/

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Concepire e pensare adeguatamente il tempo presenta notevole difficoltà e complessità, per lo meno per le insite nel concepire, senza contraddizione, l’istante in cui il tempo si mostra e che innerva il tempo nel momento in cui si pensa che tutto il tempo sia successione di istanti. Il tempo è tutto e sempre in istanti che, prima o poi, esistono. Ma concepire adeguatamente l’istante è problema.

Questa difficoltà ha motivi profondi nei modi di pensare che si sono affermati e sviluppati nella tradizione della filosofia occidentale, almeno per le tendenze presenti nel pensare gli enti, i finiti (gli istanti) isolati tra loro, in sé staccati dal tutto.

All’interno della tradizione filosofica occidentale da un lato sembra infatti assolutamente ovvio che l’istante sia momento del tempo senza il quale non c‘è tempo, il quale è successione fluida e continua degli istanti. Ma appena si va a fondo nel ragionare su cosa sia istante e come esso sia compatibile con lo scorrere del tempo fin da subito il pensiero filosofico si rende conto che, se l’istante è inteso come un ente delimitato quale momento distinto e perciò separato dagli altri istanti le due ovvietà (che il tempo sia fatto di istanti e che il tempo sia fluire) sono difficilmente compatibili.

Su questa base provo a ragionare sulla possibilità di individuare fondamentalmente due modi presenti per cercare di rendere conto, cioè per cercare di pensare adeguatamente, il rapporto che lega, come appena detto, in modo molto problematico tra loro l’istante e il tempo. In ciascun dei due modi si profila però una contraddizione, di un certo tipo per il primo modo e di un altro per il secondo. In taluni casi tale contraddizione viene esplicitamente riconosciuta e in questi casi si oscilla tra i tentativi di superarla (magari arrivando a negare la realtà del tempo) o di riconoscerla come insita nella cosa stessa, ossia come strutturale alla realtà e al tempo.

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    Da qualche anno ormai si svolge a Modena (e nei dintorni di Modena, cioè a Sassuolo e Carpi), con grande successo direi, il “Festival della Filosofia”. Accanto a varie iniziative collaterali (mostre, film, concerti, giochi, spettacoli, cene…) si tengono nelle piazze, nelle chiese, nei teatri delle città molte “lezioni magistrali”, da parte soprattutto di filosofi (ma non solo) italiani e stranieri, intorno a un tema proposto che di anno in anno varia e che quest’anno era quello della”Comunità”.

Mi pare valga la pena cercare di interrogarsi sul senso, il valore (e i motivi dell’indubbio successo) di questa manifestazione che è forse in Italia attualmente tra l’altro la più importante forma di “promozione di massa” della filosofia. Una cosa importante dunque se si ritiene, come io ritengo, che sia un bene che la filosofia venga coltivata, diffusa e valorizzata, e magari pure che riesca ad essere una voce che riesce ad essere ascoltata da più persone possibili. E ciò, secondo me, anche se questo tipo di eventi dovessero comportare il rischio (che c’è) di contenere anche elementi di “massificazione” e “mercificazione” del sapere, nonchè la possibilità che, facendosi sentire, tale voce possa venire anche fraintesa e equivocata, o snaturata già solo per il fatto di essere stata in tal modo “volgarizzata”.

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