Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘1’ Category

Il mondo del felice

download (3)

“Il mondo del felice è un altro che quello dell’infelice.”

(Wittgenstein, Tractatus Logico-Philosophicus 6.43)

***

Tutti – così a prima vista sembra – vogliono essere felici.  Tutti – così per lo meno dicono – preferiscono la felicità alla sua assenza.

Felicità è perciò il desiderato e l’agire – a rigor di logica – quindi dovrebbe sempre tendervi. Per questo, pur nei molti differenti modi ad ognuno di noi più congruenti, avendola sempre in mira, la dovremmo per lo più  raggiungere.

Ciononostante – così pure sembra – i momenti felici sono invece per lo meno rari ed è assai difficile che qualcuno possa ritenersi e dirsi – se ben considera tutto l’insieme che lo interessa e investe – felice veramente, completamente. Quasi che il desiderato – il sempre in mira – non fosse per davvero tale. Oppure sia in realtà di per sè sfuggente.

***

Per quanto rara, la felicità purtuttavia talvolta – che si insinui, dilaghi, irrompa – arriva.

Cercata e desiderata, sfugge; eppure talvolta, magari inaspettata, appare.

(altro…)

Read Full Post »

Pitagora – così ci racconta Giamblico nel suo “De vita pythagorica“  – teneva il suo insegnamento ai discepoli, seppure solo a quelli (gli “acusmatici“, che possono solo ascoltare e non intervenire) del più basso iniziale livello di iniziazione alla verità da lui svelata, nascosto dietro una tenda. Ne udivano dunque, gli acusmatici, la voce. Ne intuivano magari la figura, se la tenda non era troppo spessa. Ma di Pitagora non dovevano percepire chiaramente null’altro se non la parola da Pitagora detta.

Nel cerchio di una stanza, da dietro una tenda, dunque – in una scena che delinea l’alba della filosofia – un volto assente, un corpo vago articolano l’approccio ai significati – proposti come sapienziali – dal filo-sofo cercati e dal suo dire indicati e insegnati.

***

Si dispone in tal modo uno spazio, per la filosofia inaugurale (è a Pitagora tra l’altro che si deve per primo l’uso del termine philo-sophia ad indicare il sapere da lui cercato). In questo spazio, in cui la sapienza cercata è insegnata, la filosofia e il suo insegnamento prendono una non irrilevante specifica forma.

In questo spazio, un velo (la tenda) è inframezzo tra il dire il vero e il porgervi ascolto.

Da questo inframezzo il sapiente (Pitagora) è nascosto, come dietro una maschera priva di volto.

Da una pura superficie velante, dunque, un chiunque (chi è davvero Pitagora?), al di qua del limite che la maschera circoscrive, fa così trapelare nel suo dire, da un oltre, un gioco di evidenze e apparenze (parole si mostrano, quali apparire o apparenze), rimandi e latenze (in cui parole e sensi consistono).

In questo gioco – in cui peraltro ogni qualsivoglia dire in fondo consiste – si espone e nasconde Pitagora. Si espone e nasconde Pitagora in quanto filosofo.

Si espone e nasconde il docente.

(altro…)

Read Full Post »

Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 55.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 20 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Read Full Post »

 

A più di un anno dalla scomparsa di Alessandro Bellan, il sito da lui curato per il Seminario di Teoria Critica dell’Università di Venezia è stato inglobato all’interno dello spazio della Società Italiana di Teoria Critica (www.teoriacritica.org.).

In tal modo il contenuto del sito sui Seminari di teoria Critica di Venezia e i materiali via via ivi inseriti nel corso del tempo da Alessandro, includenti i riferimenti a tutta la sua preziosa produzione teorica, sono recuperati e rinvenibili http://www.teoriacritica.org/seminari-di-teoria-critica—universitagrave-di-venezia-1998-2014.html

Ringraziamo Anna Tamai, moglie di Alessandro, per la sollecita informazione nel merito, che consente a tutti gli amici di Alessandro e agli appassionati ai temi da Alessandro approfonditi di poter continuare ad avere, anche tramite questo nostro spazio, preziosi riferimenti teorici e bibliografici sul suo lavoro, nella speranza che nulla vada disperso.

 

Read Full Post »

Che Giovanni Duns Scoto sia un punto fermo nella storia del concetto di libertà è tanto indiscutibile quanto poco riconosciuto: l’interesse per il pensatore francescano è rifiorito solo di recente e, per quanto l’edizione critica dei testi continui in maniera costante, la letteratura sulla sua filosofia resta comunque scarsa e limitata ad alcuni temi-cardine della sua indagine, quali la nuova concezione della metafisica e la mariologia. Tuttavia, coloro che hanno studiato attentamente il suo pensiero non hanno potuto ignorare il suo apporto alla costruzione del concetto di libertà umana, argomento estremamente delicato per la riflessione cristiana: da un lato vi è in gioco la responsabilità degli atti umani, che, se non fossero liberi, non sarebbero passibili di premi e punizioni; dall’altro si cerca di conciliare la libertà dell’uomo con la provvidenza e l’onniscienza divine, senza dimenticare il ruolo del peccato originale, che secondo una certa corrente di pensiero aveva guastato la libertà primigenia, costringendo l’uomo a vivere necessariamente nel peccato sino all’intervento gratuito della grazia.

JohnDunsScotus_-_full (altro…)

Read Full Post »

Uno dei punti di partenza più profondi e discussi della filosofia occidentale è il noto frammento del poema sulla natura di Parmenide che recita:

“… Sono infatti la stessa cosa pensare ed essere” (frammento 6 Diels-Kranz)

Le interpretazioni date a questo verso parmenideo sono state le più diverse. Ciò che però a mio avviso si può qui rilevare senza dubbio, prescindendo anche dalle sfumature date dalle varie traduzioni del verbo noéin, è che si afferma qui uno dei caratteri tipici del pensiero greco, il quale vedeva una sostanziale continuità tra l’ambito del pensiero e quello dell’essere, ovvero il fatto che anche il soggetto pensante faccia in qualche modo parte, proprio in quanto pensante, di una totalità, di un orizzonte di realtà. Il pensiero, per i Greci, non è qualcosa di extra-mondano, ma al contrario qualcosa di concretissimo, che rappresenta in qualche modo un’espressione manifesta dell’essere del mondo. Senz’altro anche per i filosofi greci l’uomo è capace di distinguere sé dal resto degli oggetti in quanto il suo pensiero è capace di autoriferimento. Ma è una distinzione che viene riassorbita in un superiore piano di realtà oggettiva e mondana. La celebre dottrina delle idee di Platone, ad esempio, non intende instaurare un dualismo nel quale le idee siano unarticolofoto1 principio trascendente nascosto chissà dove, ma piuttosto vuole fare delle idee il fondamento più autentico del mondo, ciò che rende il mondo che noi percepiamo quello che è. La sua filosofia esprime la convinzione tipicamente greca che la realtà sia governata da un principio ordinatore che ne costituisce il fulcro e che rende la materia disordinata, il chaos, un mondo strutturato, un kosmòs. (altro…)

Read Full Post »

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 40.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 15 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Read Full Post »

Older Posts »